giovedì 12 novembre 2009

Articoli su quotidiani

Dal Bresciaoggi del 11/11/09

Prima pagina


Pag. 17






Dal Giornale di Brescia del 11/11/09,
Pag. 14

mercoledì 11 novembre 2009

Manifestazione Milano 10-11-09

Buon successo per la manifestazione di ieri a Milano.
Tra gli obiettivi c'era la necessità di colpire l'opinione pubblica attraverso i mezzi di comunicazione per sensibilizzarla agli scottanti argomenti di pericolo ambientale previsti per il territorio dell'ovest bresciano. Oltre alla "nostra" cava Bonfadina sul tavolo ci sono la cava di prestito della Brebemi a Trenzano, la cava Macogna e i relativi progetti di discarica tra Cazzago SM e Travagliato, la discarica di amianto e quella appena autorizzata di rifiuti speciali nella stessa Travagliato. Tutto questo senza scordare il depuratore consortile a Rovato e l'arrivo sul territorio delle "grandi opere" TAV e BreBeMi.
Il resoconto della manifestazione è quindi comparso nel telegiornale del TG3, edizione regionale della Lombardia, e nel telegiornale dell'emittente primarete/telecolor. Inoltre oggi la notizia compare sui quotidiani bresciani Giornale di Brescia e Bresciaoggi, per quest'ultimo addirittura con lancio in prima pagina.
Curioso notare come nel giorno successivo a quello che ha visto la commemorazione del 20° anniversario dalla caduta del muro di Berlino, la gente dei comitati abbia invece deciso di costruire ai piedi del Pirellone il proprio muro, alto più di 5 metri e composto dalle oltre 12.000 firme raccolte dei cittadini contrari alla devastazione del territorio in cui vivono.

martedì 10 novembre 2009

Manifestazione a Milano

Trasferta milanese stamattina per il nostro comitato.
Insieme agli altri dell'ovest bresciano e al circolo Legambiente Franciacorta è stata organizzata una manifestazione sotto il pirellone, sede della Regione Lombardia.
La data non è stata scelta a caso in quanto proprio oggi,e proprio nei competenti uffici della Regione Lombardia, si sarebbe dovuta tenere la prima conferenza dei servizi per l'ampliamento attività estrattiva della Macogna. Questo prima che i 4 comuni interessati dal PLIS (www.progettomacogna.blogspot.com) chiedessero, ottenendo, il rinvio della conferenza stessa. Di mezzo ricordiamo c'è il ricorso che i 4 comuni presenteranno contro la VIA per l'ATE14 emessa dalla Regione, che prevede il recupero dell'intero bacino (800.000 mq) a piano campagna.
Ancora una volta c'eravamo e ci siamo fatti vedere; con i nostri striscioni, le vignette, le pagine con le firme dei cittadini. Non vogliamo infatti che cali l'attenzione dell'opinione pubblica sugli innumerevoli e scottanti problemi ambientali che affliggono l'ovest bresciano.
Ancora una volta abbiamo ribadito che non siamo CONTRO, ma siamo PER.
In particolare "contro" non solo cave e discariche (sempre più motivo di speculazione da parte delle attività imprenditoriali private), ma anche contro lo sfruttamento selvaggio ed incondizionato delle risorse naturali.
Mentre siamo "per" uno stile di vita e uno sviluppo sostenibile ed ecocompatibile; e siamo anche per il plis della Macogna, che deve servire come risarcimento ai cittadini delle nostre comunità per il degrado ambientali con il quale devono già convivere e che verrà ancor più compromesso con la realizzazione delle "grandi opere" TAV e BreBeMi.

venerdì 6 novembre 2009

La nutura nel fumetto - mostra didattica a Travagliato




6 – 7 – 8 Novembre

presso la Sala Nicolini
via Marconi, Travagliato

il Comitato Cittadini Ambiente e Salute di Travagliato
e il Comitato per l’Ovest Bresciano,
in collaborazione con il Comune di Travagliato,

presentano la mostra

“ La Natura nel Fumetto ...
il territorio e le sue criticità in mostra ”

l’arte del fumetto e della vignetta come espressione del malessere ambientale

~
Inaugurazione venerdì 6 alle ore 21,00
~



La mostra si compone di circa 30 opere: 20 vignette di artisti bresciani, tra cui Maurizio Baselli, realizzate tra il 2004 e il 2009, e alcune illustrazioni di Silvio Boselli, collaboratore Cem Mondialità e illustratore per alcune delle più importanti case editrici italiane, quali Mondadori, Rizzoli e Giunti.

giovedì 5 novembre 2009

viabilità cava


Ancora la viabilità d'acceso alla cava tra gli argomenti scottanti per la cava Bonfadina tra il cvatore e i comuni interessati.

lunedì 2 novembre 2009

Prescrizioni Regione Lombardia sul piano rifiuti provinciale





Nell'edizione n. 41 del 12/10/09, serie ordinaria, del BURL Regione Lombardia sono contenute nel prescrizioni della Regione Lombardia alla proposta della Provincia di Brescia del piano provinciale RIFIUTI.
Il documento è disponibile all'indirizzo
http://www.infopoint.it/pdf/2009/01410.pdf

Come è possibile leggere la Regione Lombardia è stata molto pesante nei confronti di alcune proposte contenute nel piano, si veda in particolare la sezione del "principio escludente" per la Franciacorta.

venerdì 30 ottobre 2009

Schiaffo della Regione Lombardia alla Franciacorta



La Regione Lombardia ha dato un ulteriore schiaffo alla tutela del pregiato territorio della Franciacorta, bocciando la proposta di piano rifiuti promossa dalla Provincia di Brescia che stabiliva un vincolo escludente nell'individuazione di nuovi impianti di smaltimento in Franciacorta e per una fascia di rispetto di ulteriori 500 metri dai suoi confini.
Come riporta l'articolo pubblicato oggi sul Bresciaoggi i consiglieri provinciali avrebbero promosso un atto di disobbedienza alle prescrizioni della Regione, in particolare contro la richiesta di stralcio del vincolo sulla Franciacorta. Vedremo cosa ne scaturirà, ma ancora una volta lascia sgomenti e senza parole la politica ANTI-AMBINETALE della Regione Lombardia del "proconsole" Formigoni.
Alla seduta del consiglio provinciale hanno partecipato anche alcuni rappresentanti dei comitati dell'ovest bresciano che hanno ricordato, con l'ausilio di cartine, planimetrie e vignette "satiriche", le incombenti minacce di nuove cave e discariche e il consumo di territorio per Brebemi e TAV destinati alla parte ovest della provincia di Brescia.

mercoledì 28 ottobre 2009

Fraciacorta e le discariche


Dal Giornale di Brescia del 24 Ottobre scorso le osservazioni del consigliere regionale Osvaldo Squassina alle dichiarazioni di Molgora per il vincolo antidiscariche in Franciacorta.

martedì 27 ottobre 2009

Escavazione a pieno regime




L'attività estrattiva continua nel frattempo a pieno ritmo, nonostante la questione viabilità d'ingresso alla cava non sia ancora stata risolta e i ricorsi dei comuni al TAR di Brescia siano ormai prossimi all'udienza.
A testimonianza dello stato di avanzamento dei lavori postiamo alcune immagini scattate durante questo fine settimana.

venerdì 23 ottobre 2009

La politica, le discariche, la Franciacorta

Come è possibile leggere oggi sul sito www.bresciaoggi.it il neo presidente provinciale di Brescia Molgora rassicura sul fatto che il piano provinciale rifiuti, attualmente al vaglio della Regione Lombardia, non subisca modifiche rispetto al principio escludente sulla Franciacorta.


"Stop alle discariche? La Franciacorta spera
IL CASO. Il presidente Molgora: «Il vincolo non sarà eliminato»

Legambiente: «Bosco Stella non si deve toccare» 23/10/2009

«Abbiamo avuto rassicurazioni in regione dagli assessori Boni e Buscemi: il vincolo sulla Franciacorta non verrà tolto. Abbiamo anche altre questioni aperte, ma per adesso ci interessava chiudere la partita sulla Franciacorta, e così è stato».
È quanto spiegato ieri dal presidente della Provincia Daniele Molgora di ritorno da un incontro a Milano, in vista dell'approvazione del piano rifiuti (che durerà dieci anni) che dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno. Stop alle discariche in Franciacorta dunque? Per ora c'è l'importante rassicurazione, mentre la sezione franciacortina Legambiente tiene ancora «caldo» il tema di Bosco Stella, sito collocato tra Castegnato, Paderno Franciacorta, Passirano e Ospitaletto.
«Entro qualche settimana la Regione dovrebbe inviare alla Provincia il blocco delle osservazioni al piano rifiuti - dice il presidente Silvio Parzanini -: non vogliamo che siano cancellati quei requisiti che consideriamo indispensabili per preservare il territorio da nuovi rischi-discarica. Non vorremmo che qualcuno pensi veramente di chiedere d' eliminare il vincolo della distanza minima di 500 metri dai confini dei comuni della Franciacorta per realizzare nuove discariche e impianti di trattamento rifiuti. Se ciò avvenisse Bosco Stella probabilmente potrebbe diventare una discarica. Eventualità che osteggiamo profondamente e contro la quale chiediamo ancora una volta il netto pronunciamento dei Comuni e della Provincia».
A stretto giro di posta le parole del sindaco di Castegnato Giuseppe Orizio: «Confermiamo assolutamente il nostro no alla discarica. Tra l'altro ho sentito anche i sindaci di Passirano e Paderno e anche loro mi hanno confermato di essere sulla stessa linea. L'augurio è che anche a livello più alto queste indicazioni possano essere recepite, e che la Franciacorta possa essere preservata».F.SCO."

giovedì 22 ottobre 2009

Visite Blog


Continuano le visite "istituzionali" al nostro blog, ormai anche internazionali.

martedì 20 ottobre 2009

Brescia e l'amianto della Lombardia



Ancora l'aminto come modalità di recupero delle cave bresciane. Dal Bresciaoggi di Sabato 17 Ottobre.

domenica 18 ottobre 2009

Tempo di semina




Alcune immagini delle semina appena compiuta in parte dei terreni destinati alla cava.

venerdì 16 ottobre 2009

Discarica zocco di Erbusco


Proponiamo oggi l'articolo apparso sul quotidiano Bresciaoggi del 14 Ottobre scorso, nel quale vengono riportati gli ultimi aggiornamenti della lunga vicenda della discarica di Zocco di Erbusco.

giovedì 15 ottobre 2009

Comunicato Comitato contro le nocività Brescia

Il comitato contro le nocività di Brescia ci ha inviato il presente comunicato con la preghiera di pubblicizzarlo con la pubblicazione sul nostro blog.


"Con riferimento ad articoli apparsi sui quotidiani locali nelle
settimane il Comitato spontaneo contro le nocività di Brescia intende
fare alcune precisazioni e rettifiche di cui si chiede la
pubblicazione.

Ribadiamo innanzi tutto che il Comitato spontaneo contro le nocività
di Brescia è indipendente da qualsiasi partito politico.

L’affermazione di un consigliere comunale dell’opposizione riportata
nell’articolo di Bresciaoggi del 26 settembre, che dice di “voler
guidare la protesta dei cittadini contro la discarica di amianto” non
va pertanto confusa con la posizione del Comitato che, ribadiamo, è a
favore e per la difesa del Parco del Cave e contro la discarica di
amianto di via Brocchi, il polo logistico Gaburri Italgros e la
cittadella dello sport (stadio compreso) che dovrebbero essere ubicati
nel parco stesso.

Ricordiamo in proposito che il P.D. si è astenuto dal voto sull'atto
di indirizzo sia della discarica di amianto che del polo logistico
Italgross proposto dalla giunta Paroli ed approvato il 27 febbraio
scorso.

Per quanto riguarda il confronto tecnico sul progetto di discarica di
amianto di via Brocchi promosso dalla Circoscrizione est il 29
settembre scorso intendiamo sottolineare che gli articoli che ne danno
notizia sono viziati da omissioni che non consentono di avere un
quadro veritiero di quanto è accaduto nel corso dell’incontro stesso.

In entrambi gli articoli (G.d.B. 1.10.2009 e BsOggi 30.9.2009) viene
dato ampio spazio alle affermazioni dei tecnici, peraltro
contraddittorie e per niente rassicuranti, e nessuno (o pochissimo)
spazio alle richieste, denunce, affermazioni e preoccupazioni dei
cittadini, che in modo ampio e articolato hanno ribadito la loro
contrarietà motivata alla discarica di via Brocchi.

E’ stato ribadito dai moltissimi cittadini presenti che il progetto di
discarica rappresenta una reale minaccia per la salute di tutti gli
abitanti della zona già fortemente messa a rischio da altre e varie
fonti di inquinamento: alfa acciai, aeb, cava piccinelli contaminata
da cesio 137, autostrada, tangenziale, transito di mezzi pesanti,
discarica di inerti contenente cellule di amianto sempre in via
Brocchi. Proprio a proposito di quest’ultima discarica diversi
cittadini hanno segnalato la situazione di pericolosità creatasi a
causa di un smaltimento non corretto e provo delle necessarie
precauzioni e dell’attuale affioramento dal terreno di materiali non
ben identificati, coperti solo da un telo di plastica. Tale
segnalazione è stata ignorata, con la motivazione che “nella pratica
relativa a questa discarica tutto è a posto” (Goffi, tecnico della
Provincia di Brescia).

Molti cittadini hanno chiesto con insistenza perché sia stato scelto
proprio il sito di via Brocchi per la discarica, hanno segnalato
incongruenze nella valutazione di impatto ambientale, hanno chiesto
perché non vengano studiate soluzioni alternative, che pure esistono,
allo smaltimento dell’amianto tramite interramento. Tutte domande che
non hanno avuto risposta.

Altra richiesta da molti condivisa è stata quella di un incontro
pubblico con il sindaco e gli assessori interessati, che si
confrontino con i cittadini sulla realizzazione del Parco e spieghino
le loro scelte. Il Presidente della Est, Garzetti, ha respinto la
richiesta affermando che “mai inviterà i politici, perché é troppo
pericoloso”.

Ma il punto più alto dell’assemblea è stato sicuramente toccato
quanto il Responsabile dell’ARPA dr. Se sana, pensando di rassicurare
i cittadini, ha affermato che “sicuramente sulla discarica di amianto
non ci faranno i giochi per bambini”. Evidentemente nessuno l’aveva
informato che il progetto è proprio quella di costruire proprio sopra
la discarica un campo sportivo scoperto.

In sostanza questa assemblea, indetta dalla Circoscrizione Est con
l’intento di rassicurare i cittadini ha ottenuto proprio l’effetto
opposto, confermando tutte le preoccupazioni riguardanti i rischi per
la salute dei cittadini e per l'ambiente del parco delle cave che
sono
stati posti.

Ma di tutto questo sui giornali locali non c’è stata traccia.

Così come non c’è stata traccia della richiesta, formulata da diversi
cittadini, di una moratoria, una sospensione dell’autorizzazione per
la discarica che consenta di valutare con tutti i soggetti interessati
(abitanti, tecnici, politici e ambientalisti) possibili soluzioni
alternative. In proposito il sig. Goffi ha dichiarato che la Provincia
sta valutando un progetto che prevede modalità di smaltimento
dell’amianto diverse dall’interramento. Perché non valutarle anche per
via Brocchi?

In merito infine agli articoli dei quotidiani locali sui fatti del
consiglio comunale del 12 ottobre precisiamo quanto segue.

Il Comitato contro le nocività è intervenuto alla riunione del
Consiglio Comunale, peraltro aperta al pubblico, in modo corretto e
pacifico. I partecipanti sono entrati nella sala consiliare senza
alcuno striscione o cartello, indossando delle magliette che
chiedevano la realizzazione del Parco delle Cave e ribadivano la
contrarietà alla discarica di amianto, al polo logistico e alla
cittadella dello sport.

Non è stata causata l’interruzione del consiglio, infatti la riunione
si è svolta per oltre un’ora regolarmente.

I problemi sono invece iniziati a seguito della decisione del sindaco
di farci sgomberare con la forza e della presidente del consiglio
comunale di continuare i lavori a porte chiuse.

Nessuno ha urlato slogan né altro, una sola persona ha chiesto al
sindaco, alzando la voce per farsi sentire, “quante firme dobbiamo
ancora raccogliere perché il consiglio comunale discuta della
discarica di amianto e del parco?”;

Dopo l’interruzione dei lavori abbiamo parlato con tutti i consiglieri
che erano disponibili a farlo e abbiamo ribadito la richiesta di
convocazione di un’assemblea pubblica con la presenza del sindaco
Paroli, richiesta di nuovo disattesa.

Siamo infine usciti pacificamente dalla sala del consiglio, su
pressante invito dei funzionari della Questura.

Leggendo quindi le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Paroli e
pubblicate dai quotidiani il 13 ottobre ci chiediamo: chi rifiuta il
dialogo? Chi non dimostra ne’ civiltà ne’ rispetto?

Siamo cittadini che chiedono di essere ascoltati, molto preoccupati
per la propria salute e per la salute dell’ambiente, e per tutta
risposta chi amministra la città ci sbatte la porta in faccia e ci
allontana con la forza pubblica.

Non è forse questo il vero “atto grave che non si può tollerare”?

In conclusione chiediamo che vengano pubblicate le nostre osservazioni
e considerazioni, poiché riteniamo assolutamente irrinunciabile
un’informazione corretta e documentata, soprattutto su questioni che
toccano così da vicino la salute dei cittadini.

Comitato spontaneo contro le nocività"

Attività agricola nell'ambito estrattivo

Segnaliamo che all'interno dell'ATE 9 Mercurio-Bonfadina, nelle porzioni di terreno non interessate dalla prima fase di scavo, sembra ripresa l'attività agricola. In questo giorni infatti è in corso l'aratura degli appezzamenti a nord del canale Campo Maggiore.

martedì 13 ottobre 2009

Cava Losine: allargamento bacino esistente vs apertura di un bacino nuovo

Proponiamo di seguito l'articolo apparso sul Bresciaoggi il 7 Ottobre.
Quanto riferisce il quotidiano è quanto mai significativo. Ancora una volta infatti il TAR di Brescia "bacchetta" la Regione Lombardia perchè non rispetta il principio di legge per il quale si "imporrebbe nell'individuare gli ATE di accorpare aree già oggetto di attività, prima di consentire l'apertura di nuove cave altrove". Come ben sanno i nostri lettori tale principio è stato pesantemente calpestato anche nel nostro caso della cava Mercurio-Bonfadina.

Sottolineiamo una curiosità. L'avvocato che ha difeso la ditta che ha ricorso contro lo spostamento di volumetria da Capo di Ponte a Losine è lo stesso che difende la Bettoni spa in merito ai ricorsi delle amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S.M. circa la Bonfadina.
Ma mentre nella causa citata nell'articolo la tesi portata avanti è quella di un non rispetto della legge regionale che impone di allargare bacini esistenti prima di aprirne di nuovi, nei procedimenti al TAR per conto della Bettoni spa assistiamo all'affermazione del principio contrario: ossia si rivendica come legittimo l'avvenuto ottenimento dalla Regione Lombardia di uno spostamento di ben 600.000 mc dal bacino di Travagliato (ATEg15) esistente e oggetto di escavazioni da anni al bacino di Rovato (ATEg09) nuovo di zecca.

Davvero curioso. Vedremo cosa ne penserà il TAR di Brescia.


Fiduciosi aspettiamo quindi gli esiti dei ricorsi ancora aperti per la cava Bonfadina.

"BRESCIA OGGI

Mercoledì 07 Ottobre 2009 PROVINCIA Pagina 23

LOSINE. I giudici amministrativi bocciano la costituzione di un nuovo ambito estrattivo da parte della Regione


Il Tar cancella una cava

Il Tar di Brescia, accogliendo il ricorso di una ditta escavatrice , annulla un ambito estrattivo del piano cave provinciale: l'Ate 57 in Comune di Losine, che non era stato assolutamente previsto dal Broletto bensì inserito dalle modifiche del Pirellone, nel 2004.
In estrema sintesi i fatti: la Provincia individua l'ambito territoriale estrattivo 1 (abbreviato: Ate) nel comune di Capo di Ponte e permette l'escavazione di 350mila metri cubi in dieci anni. Beneficiarie sono due ditte che operano da tempo sul territorio: la Edilponte Sas e la Fasanini Srl. Succede che la Regione, su richiesta della ditta Fasanini, spacchetta una grossa volumetria (200mila mc) e la trasferisce d'amblè in Comune di Losine. Un atto che per il Tar di Brescia è «illogico».
LA REGIONE «dovrà chiarire perché ha ritenuto di istituire il nuovo Ate ! 57 e di crearlo proprio sottraendo parte della volumetria prevista per l'Ate 1, tenendo conto di tutte le caratteristiche di tale ultimo sito, e pertanto anche delle caratteristiche dell'attività estrattiva che già pacificamente vi si svolgeva». Scendendo nei particolari scopriamo che la Edilponte gestisce a Capo di Ponte una cava (approvata dal vecchio piano cave provinciale del 1990) adiacente ad un altro sito estrattivo gestito dalla Fasanini srl. Il nuovo piano cave adottato dal Broletto nel 2002, prevedeva a Capo di Ponte l'Ate 1, con una capacità di 350.000 metri cubi di materiale scavabile (in dieci anni) da entrambe le ditte. Succede che la Fasanini chiede alla Regione di poter estrarre 200mila mc di ghiaia a Losine (con l'appoggio del sindaco di questo comune). La Regione dà l'ok: spacchetta 200 mila metri cubi e si inventa un nuovo Ate il 57 a Losine. Al Comune di Capo di Ponte e all'altra ditta escavatrice (Edilponte) questo non va giù; e si lamentano in commissione regionale. Troppo chiaro il favoreggiamento nei confronti di una delle due ditte.
E POI SI CONTRAVVIENE la legge regionale (la 14/1998) «che imporrebbe nell'individuare gli Ate di accorpare aree già oggetto di attività, prima di consentire l'apertura di nuove cave altrove». La Regione tira dritto, la ditta fa ricorso (con l'avvocato Ezio Cividini): per il Tar di Brescia il ricorso è fondato e va accolto. Se è vero che non si può sindacare in merito ai principi programmatori di un piano di settore, come quello per l'estrazione di sabbia e ghiaia, non si capisce perché 200mila mc sono stati semplicemente trasferiti dalla Regione al neoistituito Ate 57. «Si tratta di una previsione la cui logica non è dato comprendere - si legge nella sentenza della seconda sezione del Tar di Brescia, presidente Giorgio Calderoni - e non è stata in alcun modo esplicitata, mentre avrebbe dovuto esserlo, in quanto dell'Ate 57 nel percorso di adozione e di approvazione del piano mai si era parlato, mentre per l'Ate 1 si erano previsti senza sostanziali contestazioni i quantitativi estraibili poi ridotti senza spiegazione alcuna a chiarirne le ragioni tecniche o di altro genere»."

venerdì 9 ottobre 2009

Nuove discariche per la provincia di Brescia




Dal Bresciaoggi del 07 ottobre nuove dense nubi di discariche per la Provincia di Brescia a Calvagese della Riviera e Calcinato.

martedì 6 ottobre 2009

Articolo ilLeone, periodico del Comune di Rovato


Proponiamo l'articolo presente su il Leone di settembre 2009, periodico edito dal Comune di Rovato, del consigliere Angelo Bergomi relativo alla "nostra" cava Bonfadina.
Per la consultazione on line anche delle vecchie edizioni, www.illeone.net.

sabato 3 ottobre 2009

Lavori cava Sabato








I lavori della cava sono continuati anche per tutta la giornata odierna di Sabato.
Nelle immagini i mezzi in opera per l'allargamento del buco di presa.

venerdì 2 ottobre 2009

3 cave di prestito per la Brebemi, la prima a Covo


Alla ribalta della cronoca ancora le cave di prestito per la BREBEMI.
L'articolo è apparso sul quotidiano Giornale di Brescia ieri 01/10/09, e riporta nuovamente l'indiscrezione della necessità di una cava di prestito anche nel bresciano. Questo nonostante a suo tempo il competente ex assessore provinciale alle attività estrattive Mattinzoli ne aveva stabilito la non necessità. Inoltre nel 2004 la Provincia di Brescia dichiarava che la proposta di piano cava decennale (da sottoporre ad autorizzazione Regionale) conteggiava già al suo interno i fabbisogni previsti per le grandi opere.

giovedì 1 ottobre 2009

Foto del giorno - ingresso/uscita cava






Proponiamo oggi alcune immagini dei mezzi in entrata e uscita dalla cava Mercurio-Bonfadina.
I mezzi utilizzano la rotatoria all'intersezione di via Bonfadina con via Franciacorta e via Agostino Novella, nella zona artiginale di Cazzago San. Martino, sia per l'ingresso che per l'uscita dallambito estrattivo.

mercoledì 30 settembre 2009

Discarica di amianto a San Polo

Da Bresciaoggi.it l'aggiornamento per la preventivata discarica di aminato al Parco delle Cave di San Polo a Brescia, attraverso il reconto dell'incontro pubblico organizzato dalla circoscrizione Est.

"Discarica di amianto confronto «tecnico»L'ASSEMBLEA. L'incontro «tecnico» con i cittadini ha preso inevitabilmente una piega «politica», con risposte che non potevano arrivare

Sesana (Arpa): «Basso il rischio ambientale». Ma la domanda più insistente è stata: «Perchè proprio in quest'area?»
30/09/2009
Brescia. «Un incontro tecnico, questo è un incontro tecnico»: il presidente della circoscrizione Est Enio Garzetti, ieri sera nella sala pubblica di via Cavellini a Sanpolino, ha avuto un bel dire che si trattava di una semplice serata di «approfondimento», ma non c'è stato verso: i duecento cittadini e cittadine che hanno affollato la sala erano lì sostanzialmente per ribadire tutte le loro paure e la loro contrarietà all' annunciata realizzazione di una discarica di amianto in via Brocchi, nell'area del parco delle Cave.
La futura discarica, lo ha ricordato ieri il funzionario della Provincia Ferruccio Goffi, dovrebbe sorgere proprio vicino a un'altra, sempre di cemento-amianto, chiusa nel 2005. Autorizzata dalla Regione Lombardia (con nessuna contrarietà di Comune e Provincia), la discarica dovrebbe avere tre anni di vita, accogliere al massimo 170 metri cubi di cemento-amianto al giorno, una quindicina di camion avanti e indietro fino a raggiungere gli 80mila metri cubi previsti.
IN BASE ALLA preventiva valutazione di impatto ambientale e a quelle che sono le normative in materia, l'amianto dovrà essere impacchettato sul luogo di produzione, e trasferito in discarica, dove prima sarà visionato in un capannone apposito per vedere se ci sono state lacerazioni nel corso del viaggio.
La sera i rifiuti sono coperti da un doppio telo impermeabile, c'è un sistema di convogliamento delle acque, i rifiuti non possono essere messi in discarica se ci sono le condizioni meteo sfavorevoli, in particolare di vento. Concetti ribaditi dal funzionario comunale Gianantonio Capretti.
Il problema dell'amianto nasce da lontano. Giulio Sesana, direttore dell'Arpa di Brescia, lo ha ricordato: l'amianto è un bel materiale, resiste al fuoco e così per anni è stato messo anche in posti insospettabili.
Magari ci si poteva fermare un po' prima di quanto è stato fatto, ma questo è un altro discorso, resta invece il problema che quando la Regione ha cercato di capire quanto ce ne fosse in giro ha stimato inizialmente 800mila metri cubi ma nel frattempo si è arrivati a 2milioni e 800mila. A ogni modo il problema è che l'amianto ha un'alta tossicità ed è ancor più pericoloso perché libera fibre che galleggiano nell'aria a lungo. «Il problema è come gestirlo - ha osservato Sesana -, e in particolare come fare in modo che il vento non se lo porti via». Premesso che chi deve toglierlo dai tetti o da altri posti, i lavoratori per intendersi, rischia molto di più, secondo Sesana le procedure che sono state definite per legge sulla gestione dell'amianto in discarica sono sicure e rendono il rischio ambientale piuttosto basso, se non nullo. «Se avete paura che dopo questo siano fatti altri buchi è una cosa - ha detto Sesana -, ma per questa discarica le autorizzazioni parlano di una gestione oculata».
IL PROBLEMA FORSE è proprio questo. Ieri sera, chi più chi meno, la questione l'ha posta, con buona pace di Garzetti che voleva solo domande tecniche. Gabriele Avalli si è chiesto perché proprio in quest'area, in una zona che ospita già qualche decina di discariche, l'Alfa Acciai, l'autostrada e la tangenziale. Un altro cittadino, esponente del Comitato spontaneo contro le nocività, ha invece domandato come mai si decide di fare una discarica di amianto nell'area destinata al Parco delle cave. O ancora, perché i cittadini non siano stati informati e si sia cercato di fare le cose un po' di soppiatto e in piena estate. I primi movimenti nell'area sono stati il 31 luglio, un mese prima la pubblicazione ufficiale e da allora «ci sono quattro disperati che stazionano davanti ai cancelli». O ancora, «come mai la Lega si batte contro il deposito in via Conicchio e non ha niente da dire nella zona delle cave?».
Maurizio Frassi, rappresentante del Comitato difesa salute ambiente di San Polo, ha fatto sintesi delle paure diffuse nell'affermare che il punto cruciale è capire «come» sarà fatta questa discarica. «Siamo sicuri che sarà tutto a norma - osserva Frassi -? Ci sono paure, e qualcuno dice che con la discarica chiusa nel 2005 non tutto sembra sia andato secondo le regole».
LA SERATA È proseguita, Garzetti ha provato a rimetterla sul tecnico. Per strada, in zona Sanpolino e non solo, è pieno di cartelli e striscioni contro la discarica e per il Parco delle cave. In quartiere sono già state raccolte duemila firme. E i cittadini attendono risposte politiche, quelle che i tecnici ieri non erano in grado di dare."

sabato 26 settembre 2009

Dal Bresciaoggi del 25/09/09


Anche il Consorzio per la tutela dei vini Franciacorta, con il nuovo presidente Maurizio Zanella, interveine finalmente a tutela del territorio.

venerdì 25 settembre 2009

Lavori cava Mercurio-Bonfadina

Per gli abitanti che vivono nella zona della cava Mercurio-Bonfadina la vita risulta inequivocabilmente cambiata.
Se prima era possibile svegliarsi grazie al cinguettio degli uccelli di passaggio nella zona, da quando l’escavazione è iniziata la sveglia è data dal rumore dei cingolati delle ruspe e dagli avvisatori acustici dei camion in manovra. I lavori al mattino iniziano presto, ancora prima delle 7.00, quindi in questi giorni praticamente ancora con il buio.
Ultimamente il ritmo dell’escavazione sembra essere ulteriormente aumentato. Tre ruspe e non più due a scavare, e decine di camion a loro supporto. Nella prima fase la parte superficiale del terreno è stata stoccata nello stesso sito di escavazione. Negli ultimi giorni invece, come riferitoci da alcuni abitanti di via Bonfadina, i camion entrano nella cava e riescono carichi di materiale. E’ plausibile quindi pensare che sia già iniziata l’asportazione di sabbia e ghiaia del bacino, e di conseguenza il lucroso business della rivendita.
Per verificare la situazione stamattina presto abbiamo fatto un giro presso l’ingresso della cava in via della Frusca, nel territorio del Comune di Cazzago San Martino. Il nostro breve appostamento è durato solo 14 minuti, tuttavia in questo breve arco di tempo ben 3 camion pesanti (da 12 tonnellate di portata) sono entrati nella cava e 1 ne è uscito. Il camion in uscita era carico di materiale ed infatti è stato pesato prima di uscire. Sottolineiamo che il ritmo di 1 camion pesante ogni 3.5 minuti è spaventoso ed insostenibile per l’intera viabilità della zona. Per le canoniche 8 ore lavorative significherebbe 137 camion ogni giorno in circolazione.
Ritmi che, con attività estrattiva ancora lontana dall'essere a regime, confermano esattamente quanto stimato nello studio del traffico sostenuto dalle amministrazioni comunali in Provincia ormai quasi 4 anni fa. Nessun funzionario della Provincia ha nulla da dire in merito? Immaginiamo di no.

Tutto questo senza uno studio VIA grazie alla decisione di Regione e Provincia di non avvalersene e senza che la questione viabilità almeno per l’ingresso alla cava sia stata risolta.

giovedì 24 settembre 2009

Inquinameento a Pontevico


Dal Bresciaoggi di ieri un'altra storia di "straordinario" inquinamento nella Provincia di Brescia.

sabato 19 settembre 2009

Fotocronaca di una cava









Dopo esserci dotati di strumentazione idonea possimo finalmente (come promesso) offrire ai nostri lettori testimonianza dello stato di avanzamento dei lavori della "nostra" cava Mercurio/Bonfadina.

Per il contenuto delle immagini la visione è sconsigliata alle persone facilmente impressionabili!!

mercoledì 16 settembre 2009

PLIS Macogna

Dal Giornale di Brescia del 15/09/09


Dal Bresciaoggi del 15/09/09


Sui quotidiani locali di ieri ancora la Macogna al centro dell'attenzione.

martedì 15 settembre 2009

Visite Blog


Continuano le visite "eccellenti" al nostro blog, ormai sempre più istituzionale.

giovedì 10 settembre 2009

Possibli nuove discariche per il bresciano



Dal Bresciaoggi di ieri nuovi pericoli di discariche nella Provincia bresciana a Castegnato e Clavagese.

mercoledì 9 settembre 2009

PLIS Macogna


Sul Bresciaoggi di ieri ancora un articolo per il PLIS della Macogna.

martedì 8 settembre 2009

Santuario di Caravaggio contro la cava


Proponiamo l'articolo apparso oggi sul quotidiano l'Eco di Bergamo, nel quale si riferisce della mobilitazione della della diocesi bergamasca contro la possible individuazione di una nuova cava in prossimità del Santuario di Caravaggio.

domenica 6 settembre 2009

Acccesso cava da via Bonfadina



Mercoledì 2 Settembre 2009 il TAR di Brescia ha emesso prima parziale sentenza relativamente al ricorso presentato dal cavatore, Bettoni spa, contro la diffida emessa dal Comune di Cazzago SM, che intendeva impedire l'uscita dei mezzi da cava (anche solo momentaneamente) su via Bonfadina.
In particolare, come si legge nella sentenza il comune di Cazzago S.M. aveva diffidato il cavatore ad utilizzare via Frusca, strada comunale che collega l'ingresso nord-est dell'ambito estrattivo direttamente a via Bofadina (per alcuen foto vedasi post del 29 giugno 2009).
Nella sentenza Il TAR, questioni di fumus a parte, rimanda ogni decisione al 16/12.

martedì 1 settembre 2009

Botticino: incidente in cava

Il quotidinao Bresciaoggi (www.bresciaoggi.it) riferisce di un altro incidente nelle cave bresciane.

"Schiacciato dalla lastra: ferito ma vivo
BOTTICINO. Tragedia sfiorata ieri mattina in cava. I vigili del fuoco hanno liberato dalla cabina del camion, deformata dal masso, Cristian Cristini, 32 anni di Rezzato
Trasportato in elicottero al Civile di Brescia sta bene. Asl e carabinieri ricostruiscono la dinamica
01/09/2009
Tragedia sfiorata in una cava di Botticino, ieri mattina alle otto. In via Dei Marmi, un camionista di Rezzato, che percorreva sul camion una ripida strada sterrata, è rimasto schiacciato da una lastra di marmo pesante 90 quintali. E' uscito vivo dalla cabina contorta.
Cristian Cristini, camionista di 32 anni di Rezzato, è il «miracolato». A fatica una squadra dei vigili del fuoco lo ha estratto dalla cabina: era solo contuso alle gambe e al torace. Impaurito ma vivo, è stato fatto salire sull'eliambulanza inviata dal «118», che lo ha trasportato al Civile di Brescia per accertamenti.
SOCCORSI non facili per i pompieri, che hanno dovuto utilizzare uno speciale cuscino gonfiabile, per tenere sollevata la cabina ed evitare che il pesante manufatto la facesse sprofondare nel terreno. Tutto si è risolto bene, nell'arco di un'ora, ma si è trepidato per la sorte di Cristian Cristini.
PER RICOSTRUIRE la dinamica dell'infortunio sul lavoro sono intervenuti i tecnici dell'Asl di Castenedolo e i carabinieri di Rezzato.
Si è accertato che l'autocarro, dopo aver caricato due lastre di marmo estratto dalla cava, ognuna del peso di 90 quintali, ha iniziato a percorrere la discesa. All'improvviso i «fermi» hanno ceduto e una lastra si è sbilanciata, spostandosi in avanti e schiacciando (solo in parte) la cabina di guida. Il camionista non ha fatto in tempo ad abbandonare l'abitacolo. E' rimasto imprigionato, rischiando che la seconda lastra si appioggiasse sulla prima, uccidendolo. Immobile ha atteso l'arrivo dei pompieri...come nei film d'azione.
Franco Mondini"

lunedì 31 agosto 2009

Lavori cava


Proponiamo l'articolo apparso sul quotidiano Giornale di Brescia il 15 Agosto 2009, nel quale si riferisce, a seguito della segnalazione del nostro comitato, l'inizio dell'attività estrattiva per l'ATEg09 Mercurio-Bonfadina.
Nei prossimi giorni contiamo di dare testimonianza attraverso alcune immagini dello stato di avanzamento dei lavori. Dal 7 Agosto infatti, data nella quale le ruspe hanno iniziato ad operare, la frenetica attività di escavazione e movimento terra non si è mai interrotta.

sabato 29 agosto 2009

Iniziativa comitati ovest bresciano

Seppur ormai postuma diamo notizia dell'inizativa promossa dai comitati ambientalsiti dell'Ovest Bresciano e apparsa sui quotidiani locali.

Giornale di Brescia
"17/08/2009 - «Rischio cave», comitati in tour nei mercati dell’Ovest

Con l’obiettivo di «diffondere nella comunità la conoscenza del rischio cave e discariche», i Comitati Ambiente dell’Ovest Bresciano inizieranno oggi, lunedì 17 agosto, un tour nei mercati merceologici dei Comuni a vario titolo coinvolti nella questione. «In ogni tappa - ha spiegato il rappresentante del gruppo castrezzatese Angelo Bersini - distribuiremo materiale informativo e raccoglieremo fondi necessari alla nostra battaglia. Vogliamo rendere i cittadini consapevoli delle operazioni devastanti che stanno per interessare il nostro territorio. Ci riferiamo per esempio ai progetti di cave che insistono su Castrezzato e alla Bertola, tra Rovato e Cazzago San Martino, e di discariche a Travagliato, due, e sempre a Cazzago San Martino. È ora di dire basta, tutti insieme. Non è giusto - ha sottolineato - che il nostro territorio continui ad essere da un lato impoverito e dall’altro la meta dei rifiuti delle altre province e regioni». Oggi i Comitati saranno al mercato di Rovato, domani faranno tappa in quello di Castrezzato. Mercoledì 19 saranno a Travagliato e giovedì 20 a Cazzago San Martino."


Bresciaoggi
20/08/2009 - Discarica a Cazzago? E’ battaglia sul blog

La battaglia sulle modalità di ripristino della cava Macogna approda sul web grazie al blog aperto dalle Amministrazioni civiche di Rovato, Cazzago San Martino, Travagliato e Berlingo. Si tratta dei paesi che sostengono l’istituzione del Parco locale di interesse sovracomunale messo in discussione - a modo di vedere dei sindaci - dall’ipotesi - peraltro seccamente smentita dalla Regione - di apertura di una discarica nel cratere lasciato in eredità dall’escavazione. PER ENTRARE NEL BLOG bisogna cliccare sull’indirizzo http:progettomacogna.blogspot.com. Sulla tribuna telematica gli amministratori e i loro esperti ambientali forniscono notizie fresche sull’iter della cava e ribadiscono il punto di vista dei Comuni sull’Ate 14 e appunto sull’oasi naturalistica che dovrebbe nascere nell’area Macogna.


Cave e autostrada: un volantino rivela le «verità» scomode
Tre giorni di mobilitazione generale contro cave e grandi opere infrastrutturali. A scendere in campo gli ambientalisti dell'Ovest Bresciano e il coordinamento dei comitati civici di Travagliato, Berlingo e Castrezzato. LA PROTESTA SI È APERTA lunedì con un sit-in al mercato di Rovato. Martedì i gazebo dei collettivi ambientalisti hanno fatto tappa a Castrezzato mentre ieri mattina hanno presidiato la piazza di Travagliato. La battaglia si combatte con un volantinaggio a tappeto che punta a informare i cittadini sui progetti che rischiano di compromettere il territorio. L’attenzione è puntata sul pacchetto di cave e discariche «autorizzate da Provincia e Regione - si legge nel volantino distribuito ieri - per smaltire anche i rifiuti provenienti dal sud Italia». A fare il punto della situazione, Angelo Bersini, uno dei portavoce del collettivo ambientalista. «Abbiamo voluto che la campagna di sensibilizzazione toccasse anche Castrezzato - spiega - perchè sarà uno dei paesi martoriati da devastazioni ambientali inutili. Anzitutto, la cava di prestito per Brebemi a nord dell'abitato e della quale nemmeno si conosce ancora l'estensione. A nord-est è inoltre in programma la sistemazione dei cantieri della Tav, mentre è già stata realizzata un'assurda vasca di laminazione per la raccolta di acqua piovana. Nemmeno fossimo assetati come il meridione: in realtà - continua Bersini - si è inventata la scusa della vasca per scavare sabbia e ghiaia e venderla ad altre province». I COMITATI TORNANO a parlare apertamente di speculazione politica a discapito del territorio. «Il nostro piano cave - aggiunge Bersini - era sovrastimato perché era prevista anche la corda molle, oltre a Brebemi e Tav. In più abbiamo una marea di cave ancora attive. Qui si aprono altri crateri per un primo business e poi li si richiudono con le discariche, che sono un altro super business. Ecco quello che la politica pensa per i nostri figli». Ma il dito è puntato anche contro «l'inciucio regionale per la bomba ecologica sulla cava in località Macogna dove il Pirellone ha previsto una discarica per rifiuti speciali non pericolosi. Andrebbe a riempire con altri veleni la cava dell'ambito estrattivo 14 di 84 ettari vanificando il maxi progetto di Parco locale di interesse sovracomunale (Plis) che incorpora la cava e che è stato firmato dai Comuni di Travagliato, Berlingo, Cazzago e Rovato». A questo proposito va comunque registrata la presa di posizione ufficiale della Regione che ha smentito categoricamente che nell’area della Macogna nascerà una discarica. "

venerdì 28 agosto 2009

Comitato contro le nocività di Brescia


Per il disastrato "Ambiente" bresciano si è aggiunto un nuovo rischio, la possibilità di una cava da riempire d'amianto nella zona S.Polo-Buffalora di Brescia.
Il Bresciaoggi del 18 Agosto 2009 racconta questa nuova storia e la battaglia del relativo comitato che si è formato a salvaguardia della salute dei cittadini, contro l'inquinamento e il degrado.

mercoledì 26 agosto 2009

Cava Macogna: parco contro discarica

Giornale di Brescia 21/08/09


Bresciaoggi 21/08/09


Continuano a susseguirsi gli sviluppi relativi alla vicenda dell'ambito estrattivo 14, cava "Macogna" e al relativo recupero al termine dell'escavazione.
Di seguito le cronaca dei quotidiani locali del 21 Agosto 2009 dell'incontro dei rappresentanti delle 4 amministrazioni comunali coinvolte presso la Provincia di Brescia.

venerdì 14 agosto 2009

Blog PLIS Macogna

E' on line il blog del progetto di parco PLIS Macogna promosso dalle 4 amministrazioni coinvolte, disponibile all'indirizzo

http://www.progettomacogna.blogspot.com

giovedì 13 agosto 2009

Replica dei 4 comuni alla Regione sulla Macogna

Giornale di Brescia 12/08/09

Bresciaoggi 12/08/09


Sui quotidiani locali di ieri erano riportate le repliche dei rappresentanti dei 4 comuni risppetto alla controrepliche della Regione Lombardia relative alla possiblità di discarica nella cava Macogna.

mercoledì 12 agosto 2009

Lavori cava


La notizia delle operazioni di escavazione per la nostra cava Mercurio-Bonfadina compare anche sul quotidiano Bresciaoggi di oggi 12 Agosto.

Cava Macogna, la riposta della Regione

Bresciaoggi 11/08/09

Giornale di Brescia 11/08/2009



Vi proponiamo gli articoli apparsi ieri sui quotidiani locali di Brescia relativa alla presa di posizione della Regione Lombardia contro le dichiarazioni dei 4 Comuni coinvolti nel progetto del parco Macogna, circa la ventilata possibilità di discarica.
Analizzando le dichiarazioni della Regione Lombardia teniamo a sottolineare 2 aspetti:

1. "la prosecuzione degli scavi della cava è sostanzialmente dovuta, visto che si tratta della continuità di un'attività già in corso". Viste tali parole la domanda che sorge spontanea è se la Regione, attraverso i propri competenti uffici, svolge la valutazione degli impatti derivanti dalle attività che autorizza, oppure tutti i progetti, indipendentemente dalla sostenibilità ambientale, sono da approvare perchè dovuti agli "amici" imprenditori dei settori cave e discariche?
Segnaliamo inoltre che il principio sopra esposto dalla Regione non è stato utilizzato per la nostra cava Bonfadina, per la quale si è preferito autorizzare un bacino estrattivo completamente nuovo rispetto ad ampliare i bacini già attivi di proprietà dello stesso cavatore.
2. La stessa Regione con il procedimento autorizzativo all'escavazione ha previsto per la Macogna il recupero dell'intero ambito (anche quello già scavato) a piano campagna. Saremmo interessati quindi a sapere, vista la smentita per l'ipotesi di discarica, quale materiale la Regione intende autorizzare come riempimento di un buco grande 550.000 mq e profondo 30 m.

lunedì 10 agosto 2009

ambientebrescia.it

Segnaliamo che tra i "link amici" abbiamo aggiunto il sito:

http://www.ambientebrescia.it

Il curatore è il prof. Marino Ruzzenenti, noto sopratutto ai cittadini della città di Brescia per diverse "battaglie" ambientali, tra le quali ricordiamo l'inceneritore ex ASM e la diossina della Caffaro.

domenica 9 agosto 2009

Macogna: 4 Comuni contro la Regione

Dal Bresciaoggi di oggi 09/08/2009:

"Cava contro parco, ricorso al Tar
IL BRACCIO DI FERRO. Gli amministratori sono impegnati entro la fine dell'anno a definire la destinazione a verde dei circa 60 ettari di superfice
A Travagliato l'incontro dei sindaci all'indomani della decisione regionale che alla Macogna autorizza nuovi scavi

«Un parere luciferino e senza pudore». Così Dante Daniele Buizza, sindaco di Travagliato, il collega Dario Ciapetti (Berlingo) e gli assessori Riccardo Sette e Patrizia Belli (Rovato e Cazzago San Martino) hanno definito la pronuncia di compatibilità ambientale della Regione Lombardia a favore dell'attività estrattiva da realizzarsi in località Macogna - Bonardina che ricade sul territorio dei quattro Comuni. Un provvedimento inatteso contro il quale i sindaci hanno già pronta la risposta: il ricorso ai giudici del Tar.
«Basta dare senza ricevere» ha commentato il sindaco Buizza che ieri mattina ha invitato i colleghi a discutere della decisione della Regione Lombardia. «Ora è giunto il momento - ha insistito Buizza - di recuperare quanto c'è stato sottratto. L'interesse pubblico viene prima di quello privato».
L'ARRABBIATURA degli amministratori dei quattro Comuni è dovuta al fatto che su quell'area (oltre 57 ettari) è in fase di stesura il progetto di costituzione del Plis (Parco locale sovraccomunale). I Comuni entro l'anno dovrebbero aver definito le varianti al Prg. Sembrava tutto in discesa, ma poi il 21 luglio il Pirellone si è pronunciato sul destino di quel territorio tanto martoriato.
«La Regione non dice - spiega Dario Ciapetti - che è previsto un volume di escavazione di 4,5 milioni di metri cubi. La Struttura paesaggio della direzione generale territorio e urbanistica evidenzia di «ritenere necessario ed indispensabile che il recupero finale debba essere effettuato a piano campagna su tutte le aree di pertinenza dell'Ate anche al fine di consentire la ricucitura delle partiture poderali, delle relative strade carrerecce e con il ripristino del verde originario».
«Ma sotto il piano campagna - prosegue il sindaco di Berlingo - ci si dovrà pur mettere qualcosa. La soluzione sarà una discarica, considerando che partiranno due grandi infrastrutture (Tav e Brebemi) e il raddoppio della sp19 e i lavori di ampliamento della sp18. La domanda sorge spontanea: dove porteranno i materiali se non in una vicina discarica?».
«Ecco quindi la decisione regionale che cala sulle comunità locali (sarebbe questo il federalismo?) un intervento da respingere in toto in quanto frutto di un provvedimento calato dall'alto. La nostra gente (rappresentiamo 50 mila abitanti) vuole che su quella vasta area si realizzi un grande parco.
«LA REGIONE - interviene l'assessore Sette - prefigura, in sostanza il perseguimento di un risultato paesaggistico a prescindere dalla sostenibilità ambientale di ciò che è conferito. Inoltre, non tiene conto del parere negativo dell'Asl di Brescia, sfavorevole al riutilizzo della cava tramite la realizzazione di una discarica per rifiuti».
«È subdola la Regione - osserva l'assessore Belli - perchè precisa i mappali nella pronuncia di compatibilità ambientale, vocati al recupero del piano campagna, avvallando quindi il progetto di discarica. Il decreto del Pirellone contrasta indirizzi e deliberazioni già assunte dai nostri Comuni, attinenti l'istituzione di un Plis nel cui ambito è compreso l'intero Ate14 che persegue il recupero e la riqualificazione integrale della vasta area degradata per la destinazione ad un uso antropico che la reinserisca nel tradizionale paesaggio della pianura bresciana»."


"Lettera a Formigoni «Vorremmo vederla per spiegarle il no»
Ferma e decisa è la protesta degli amministratori di Travagliato, Rovato, Cazzago e Berlingo. Ma quali iniziative assumeranno? In prima battuta il ricorso al Tar. Poi il 25 agosto incontreranno Giuseppe Romele, assessore provinciale al territorio, mentre ieri hanno inviato una lettera a Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia.
A Formigoni i sindaci chiedono un incontro per illustrare le preoccupazioni delle rispettive comunità. Inoltre il 12 settembre alle ore 10 nel municipio di Cazzago sono stati invitati gli 11 consiglieri regionali bresciani per spiegare la situazione ambientale presente e futura del territorio con particolare attenzione alla salvaguardia degli interessi pubblici delle comunità che rappresentano. I sindaci non escludono forme di collaborazione con i privati coinvolti nel recupero degli ambiti estrattivi. «Come si vede - spiega Davide Uboldi, assessore all'Ambiente di Travagliato - se ci sarà un'apertura, non si esclude che lo scontro tra istituzioni di grado diverso possa essere ricomposto, studiando forme di intervento alternative, tenendo conto delle realtà locali non più disposte a sopportare il continuo degrado del territorio»."

sabato 8 agosto 2009

Cava: l'attività estrattiva è iniziata!


Purtroppo la nostra cava è ufficialmente stata avviata!!!
Già nel corso della giornata di ieri, infatti, alcuni cittadini ci avevano segnalato che mezzi pesanti carichi di terra uscivano dalla cava e si immettevano su Via Bonfadina.
Oggi abbiamo quindi compiuto una passeggiata intorno al perimetro della cava per verificare la situazione.
I lavori di movimento terra di cui abbiamo riferito non sono stati limitati al completamento del terrapieno lungo il lato ovest ma, in realtà, hanno implicato lo scorticamento del terreno superfiale per circa 4.000 mq. La profondità del terreno rimosso arriva a 1.50 m, in tutto quindi dovrebbe trattarsi al momento di 6.000 mc lavorati in poco più di un giorno.
Ricordiamo che l'operazione di scorticamento per una cava consiste nel togliere la parte superficiale del terreno(quella vegetale), in modo poi da avviare l'istallazione degli impianti di estrazione direttamente sulla parte di ghiaiosa del suolo.

venerdì 7 agosto 2009

Nuovi lavori per la cava


Sono ripresi i lavori di movimento terra all'interno del perimetro della cava.
In particolare è in corso l'operazione di ultimazione del terrapieno lungo il lato ovest del perimetro del bacino iniziale di escavazione.

martedì 4 agosto 2009

Giornale di Brescia 3/8/09

Dal quotidiano Giornale di Brescia di ieri 3 Agosto 2009,

"LETTERE AL DIRETTORE
La cava ed i tempi di autorizzazione
Ore 06:01
lunedì, 03 agosto 2009
Vorremmo portare all'attenzione dei cittadini la difficoltà anche per noi amministratori di capire alcuni atteggiamenti della pubblica amministrazione.
Da ormai 5 anni le amministrazioni comunali di Rovato e di Cazzago S. M. si stanno battendo perché sul loro territorio non arrivi una gigantesca cava di ghiaia e sabbia, 34 ettari, nell'ultimo terreno a denominazione Docg dei nostri comuni: la cosiddetta cava Bonfadina. Dopo una messa in mora della Comunità europea, ora assistiamo a una serie di passaggi autorizzativi che ci lasciano quantomeno perplessi.
Lunedì 13 luglio le Amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S. M. sono state convocate dalla Provincia a una conferenza dei servizi sul problema delle emissioni di polveri, tema molto importante visto che rappresenta una delle criticità più frequenti connesse all'attività estrattiva. Ci siamo presentati con un dossier corredato da fotografie sulle piantumazioni effettuate dalla ditta due anni fa lungo il perimetro del terreno, foto che attestano come le piante non sono assolutamente in grado di mitigare alcunché perché caratterizzate da una crescita irrisoria e già in buona parte rinsecchite.
Tra i vari aspetti abbiamo sottolineato anche un grave problema di accesso all'area che la Provincia ha individuato direttamente dalla ex statale 11 in un tratto che ha avuto numerosi incidenti mortali negli ultimi anni: l'ultimo nel gennaio dello scorso anno ha visto coinvolto proprio un camion da cava con la morte di un motociclista. Abbiamo ribadito infine il fatto che non ci convincono le stime sul numero di mezzi pesanti il cui passaggio in ingresso/uscita verrà indotto dall'apertura del bacino estrattivo, nodo assolutamente da sciogliere in merito al tema delle emissioni.
La conferenza dei servizi si è chiusa con un accordo con l'Arpa che prevedeva l'invio da parte dei Comuni di ulteriore documentazione che attestasse le loro ragioni, documentazione prontamente spedita dall'Amministrazione comunale di Rovato solo tre giorni dopo. Nel frattempo giovedì 16 luglio i Comuni vengono a sapere, indirettamente, attraverso un fax mandato dal cavatore, che mercoledì 15 luglio, quindi due giorni dopo la conferenza di cui sopra, il competente settore provinciale ha emesso un Atto dirigenziale con il quale vengono autorizzate le emissioni in atmosfera legate al bacino estrattivo della Bonfadina.
Ci poniamo allora alcuni interrogativi:
1) Come è possibile che non si sia sentita la necessità che fosse un ente terzo a effettuare dei rilievi sia in termini di emissioni di polveri che acustiche nella zona oggetto di discussione, non attraverso previsioni basate su dati di centraline posizionate a Brescia città? A oggi, infatti, i dati presentati sia in Regione che in Provincia sono dichiarati da professionisti incaricati dal cavatore. Un po' come chiedere a un oste se il suo vino è buono.
2)Come è possibile che l'autorizzazione provinciale all'escavazione sia stata rilasciata il 15 giugno e si discuta delle polveri quasi un mese dopo?
3)In Provincia è così normale che un privato proponente sappia di un atto dirigenziale provinciale ben prima di due Amministrazioni comunali, tanto da poter spedire loro una comunicazione il giorno dopo l'emissione dell'atto stesso?
4)Prendiamo atto dell'impazienza del privato a cui peraltro siamo abituati fin dal 2005, ma ci siamo dimenticati che nel Piano Provinciale Rifiuti la Provincia stessa ha definito la zona della Franciacorta in cui è inserita la cava Bonfadina come un'area di "pregio agricolo" e che già oggi nell'arco di 3 km vi sono tre discariche e altre due cave?
5)E l'approfondimento che l'Arpa ha chiesto, al di là del parere favorevole ma condizionato espresso nella conferenza?
6)Se le indicazioni a livello di emissioni di polveri ed acustiche formulate dalle Amministrazioni comunali dovessero puntualmente verificarsi ad attività estrattiva iniziata, come le numerose evidenze depositate agli atti avrebbero dovuto indurre a considerare, quale sarebbe l'atteggiamento dei funzionari che hanno autorizzato? Chi risarcirebbe la collettività dei disagi provocati nonostante siano stati segnalati più e più volte?
7)Presso il Tar Brescia sono pendenti una serie notevole di ricorsi contro l'apertura di questo bacino estrattivo. E se il loro esito fosse favorevole alle Amministrazioni comunali, chi si assumerebbe la responsabilità di aver autorizzato un'attività estrattiva che nel frattempo avrà prodotto danni irreversibili?
Affinché spiacevoli situazioni di questo tipo non abbiano a ripetersi è evidente che la pianificazione urbanistica nel settore estrattivo debba vedere il coinvolgimento anche dei Comuni, enti poi destinati a subirne le conseguenze. A oggi infatti una cava arriva su un territorio solo perché il cavatore è proprietario di quell'area: anche per la Bonfadina è stato così.
Diviene perciò ancora più urgente una modifica della legge regionale che norma il settore, come peraltro ribadito da una proposta ferma da troppo tempo all'attenzione del Consiglio regionale e sottoscritta ormai anni fa anche dal nostro Comune.

Eligio CostanziVicesindaco di Rovato
Angelo BergomiConsigliere comunaledi Rovato"

lunedì 3 agosto 2009

Bresciaoggi 2 Agosto 2009

Dal Bresciaoggi di ieri:

"BRESCIA OGGI
Domenica 02 Agosto 2009
PROVINCIA Pagina 23 ROVATO.
Il vicesindaco attacca la Provincia: «Nelle comunicazioni ufficiali sulla Bonfadina ha privilegiato i cavatori»
Cava, uno schiaffo al Comune. I cavatori? Per la Provincia sono più importanti dei Comuni.
Lo sostengono con una vena polemica gli amministratori di Cazzago e Rovato sconcertati per l'ultimo capitolo dell'iter legato alla cava Bonfadina. Il placet alle emissioni in atmosfera del bacino di escavazione posto al confine fra i due paesi è stato notificata soltanto alla ditta incaricata degli sbancamenti. «Le due Amministrazioni civiche - osservano Eligio Costanzi e Angelo Bergomi, vicesindaco e consigliere all'Ambiente di Rovato - sono venute a conoscenza dell'autorizzazione una settimana dopo la comunicazione ufficiale». L'ennesimo schiaffo a due Comuni in prima linea nella difesa dell'ambiente dall'espansione delle cave. «Da cinque anni - spiegano Costanzi e Bergomi -, Rovato e Cazzago si battono contro gli scavi alla Bonfadina, un buco di 34 ett ari che devasterà un territorio vocato alla produzione vitivinicola d'eccellenza come quella del Franciacorta. La mancata Valutazione d'impatto ambientale sul progetto è costato al Governo la messa in mora da parte dell'Unione Europea». La vicenda insomma non è ancora chiusa. «Eppure - sottolineano Bergomi e Costanzi -, la Provincia ha autorizzato a tambur battente le emissioni nonostante il 13 luglio i due Comuni avessero presentato in sede di conferenza dei servizi un articolato dossier sui rischi delle polveri in atmosfera». Allegata alla documentazione c'erano fotografie emblematiche. «Le piante attorno al bacino di escavazione non solo sono sofferenti ma non mitigano le emissioni - continuano i due amministratori di Rovato -. Abbiamo sottolineato la pericolosità dell'accesso dalla sp 11 alla Bonfadina scelto dalla Provincia elencando i gravi incidenti registrati nel tratto di strada fra cui spicca quello costato la vita a un motociclista travolto da un camion proveniente dalla cava». E, a proposito di mezzi d'opera, per Rovato e Cazzago, il traffico sarà superiore a quello stimato dal progetto. «La conferenza di servizi si era chiusa con l'assicurazione che l'Arpa avrebbe vagliato il nostro dossier - continua Bergomi -: abbiamo inviato il materiale il 16 luglio, peccato che il giorno prima la Provincia avesse già autorizzato le emissioni». Mentre sulla vicenda pende ancora un ricorso al Tar, Costanzi rimarca una serie di aspetti non trascurabile. «I dati allegati al progetto sono quelli di professionisti incaricati, e pagati, dal cavatore. L'autorizzazione del Broletto allo scavo è stata rilasciata il 15 giugno delle polveri si è discusso un mese dopo: non ci sembra normale che i Comuni chiedano tre volte di essere ascoltati sulla viabilità della cava e poi non vengano neppure tempestivamente informati sul placet delle emissioni». A questo punto Costanzi e Bergomi si chiedono «cosa succederà se l'Arpa dovesse confermare i pericoli paventati dai Comuni e il Tar dovesse sospendere lo scavo? Chi risarcirà i cittadini e le attività vitinicole nel frattempo danneggiate irreversibilmente dallo sbancamento?». G.C.C."

venerdì 31 luglio 2009

Inizio attività cava 01/08/2009


Proponiamo il fax inviato dal cavatore al Comune di Rovato nel quale dichiara l'inizio dell'attività estrattiva per il giorno 1 Agosto 2009. Come si legge nel documento il cavatore fa riferimento all'autorizzazione alle emissioni in atomosfera con atto dirigenziale n. 2285 del 15/07/2009.

Ricordiamo che la Conferenza dei Servizi convocata in Provincia di Brescia per ascolatare le controparti (comuni + cavatore) si era tenuta solo pochisse ore prima.


giovedì 30 luglio 2009

La cava di Rovato e le autorizzazioni in 24 ore!

Proponiamo la lettera inviata dagli amministratori comunali di Rovato alla stampa nella quale vengono svelati alcuni retroscena rispetto alla conferenza dei servizi per le emissioni in atmosfera tenutasi in Provincia di Brescia, e di cui nei giorni scorsi abbiamo proposto la documentazione.

Infatti già due giorni dopo rispetto a quello nel quale la conferenza si era tenuta i competenti organi provinciali si sono espressi favorevolmente rispetto al progetto di gestione avanzato dal cavatore. Meno di 48 ore per decidere l'apertura di una cava che cancellerà 34 ettari di pregiato terreno della Franciacorta e che condizionerà per più di 10 anni la vita dei cittadini di Rovato e Cazzago S.M..
Il fatto singolare è che il cavatore il giorno successivo nel quale la provincia ha rilasciato il proprio parere tecnico è venuto in possesso del documento e, vista la fretta (ormai palese) di iniziare l'attività estrattiva, l'ha anticipato alle istituzioni comunali di Rovato e Cazzago. In tal modo i Comuni hanno avuto la possibilità di essere aggiornati in tempo reale sull'evolversi dell'autorizzazione, ma soprattutto ne sono venuti a conoscenza con largo anticipo rispetto all'invio ella comunicazione ufficiale da parte della Provincia di Brescia, avvenuta solo la settimana successiva.

“Rovato, 30 Luglio 2009
Oggetto: la cava di Rovato e le autorizzazioni in 24 ore!


Agli organi di stampa,
vorremmo portare all’attenzione dei cittadini la difficoltà anche per noi amministratori di capire alcuni atteggiamenti della pubblica amministrazione.
Da ormai 5 anni le amministrazioni comunali di Rovato e di Cazzago S.M. si stanno battendo perché sul loro territorio non arrivi una gigantesca cava di ghiaia e sabbia, 34 ettari nell’ultimo terreno a denominazione DOCG dei nostri comuni: la cosiddetta cava Bonfadina. Dopo una messa in mora della Comunità Europea, ora assistiamo a una serie di passaggi autorizzativi che ci lasciano quantomeno perplessi.
Lunedì 13 Luglio le amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S.M. sono state convocate dalla Provincia a una conferenza dei servizi sul problema delle emissioni di polveri, tema molto importante visto che rappresenta una delle criticità più frequenti connesse all’attività estrattiva.
Ci siamo presentati con un dossier corredato da fotografie sulle piantumazioni effettuate dalla ditta due anni fa lungo il perimetro del terreno, foto che attestano come le piante non sono assolutamente in grado di mitigare alcunché perché caratterizzate da una crescita irrisoria e già in buona parte rinsecchite.
Tra i vari aspetti abbiamo sottolineato anche un grave problema di accesso all’area che la Provincia ha individuato direttamente dalla ex statale 11 in un tratto che ha avuto numerosi incidenti mortali negli ultimi anni: l’ultimo nel gennaio dello scorso anno che ha visto coinvolto proprio un camion da cava con la morte di un motociclista.
Abbiamo ribadito infine il fatto che non ci convincono le stime sul numero di mezzi pesanti il cui passaggio in ingresso/uscita verrà indotto dall’apertura del bacino estrattivo, nodo assolutamente da sciogliere in merito al tema delle emissioni.
La conferenza dei servizi si è chiusa con un accordo con l’ARPA che prevedeva l’invio da parte dei Comuni di ulteriore documentazione che attestasse le loro ragioni, documentazione prontamente spedita dall’amministrazione comunale di Rovato solo tre giorni dopo.
Nel frattempo Giovedì 16 Luglio i Comuni vengono a sapere, indirettamente, attraverso un fax mandato dal cavatore che Mercoledì 15 Luglio, quindi due giorni dopo la conferenza di cui sopra, il competente settore provinciale ha emesso un Atto Dirigenziale con il quale vengono autorizzate le emissioni in atmosfera legate al bacino estrattivo della Bonfadina.



  1. Ci poniamo allora alcuni interrogativi:
    Come è possibile che non si sia sentita la necessità che fosse un ente terzo a effettuare dei rilievi sia in termini di emissioni di polveri che acustiche nella zona oggetto di discussione, non attraverso previsioni basate su dati di centraline posizionate a Brescia città? A oggi, infatti, i dati presentati sia in Regione che in Provincia sono dichiarati da professionisti incaricati dal cavatore. Un po’ come chiedere a un oste se il suo vino è buono.


  2. Come è possibile che l’autorizzazione provinciale all’escavazione sia stata rilasciata il 15 giugno e si discuta delle polveri quasi un mese dopo?


  3. In Provincia è così normale che un privato proponente sappia di un atto dirigenziale provinciale ben prima di due amministrazioni comunali, tanto da poter spedire loro una comunicazione il giorno dopo l’emissione dell’atto stesso?


  4. E’ così normale che un’amministrazione comunale chieda per ben 3 volte di essere convocata per discutere della gestione viabilistica dell’accesso alla cava e non riceva mai risposta?


  5. Prendiamo atto dell’impazienza del privato a cui peraltro siamo abituati fin dal 2005, ma ci siamo dimenticati che nel Piano Provinciale Rifiuti la Provincia stessa ha definito la zona della Franciacorta in cui è inserita la cava Bonfadina come un’area di “pregio agricolo” e che già oggi nell’arco di 3 km vi sono tre discariche e altre due cave?


  6. E l’approfondimento che l’ARPA ha chiesto, al di là del parere favorevole ma condizionato espresso nella conferenza?


  7. Se le indicazioni a livello di emissioni di polveri ed acustiche formulate dalle amministrazioni comunali dovessero puntualmente verificarsi a attività estrattiva iniziata, come le numerose evidenze depositate agli atti avrebbero dovuto indurre a considerare, quale sarebbe l’atteggiamento dei funzionari che hanno autorizzato?
    Chi risarcirebbe la collettività dei disagi provocati nonostante siano stati segnalati più e più volte?


  8. Presso il TAR Brescia sono pendenti una serie notevole di ricorsi contro l’apertura di questo bacino estrattivo. E se il loro esito fosse favorevole alle amministrazioni comunali, chi si assumerebbe la responsabilità di aver autorizzato un’attività estrattiva che nel frattempo avrà prodotto danni irreversibili?

Affinchè spiacevoli situazioni di questo tipo non abbiano a ripetersi è evidente che la pianificazione urbanistica nel settore estrattivo debba vedere il coinvolgimento anche dei Comuni, enti poi destinati a subirne le conseguenze. A oggi infatti una cava arriva su un territorio solo perché il cavatore è proprietario di quell’area: anche per la Bonfadina è stato così.
Diviene perciò ancora più urgente una modifica della legge regionale che norma il settore, come peraltro ribadito da una proposta ferma da troppo tempo all’attenzione del consiglio regionale e sottoscritta ormai anni fa anche dal nostro Comune.

Eligio Costanzi, vicesindaco di Rovato
Angelo Bergomi, consigliere comunale di Rovato